Fra i tanti il clarinettista
turco di origini rom Salim Sesler, Tuncel Kurtiz e Ahmet Uourlu, entrambi
oltre che musicisti celebri star del cinema turco, la quasi novantenne
Semiha Berksoy, prima cantante dell'opera di Istanbul e rinomata pittrice,
le cui opere sono state recentamente esposte alla Biennale di Venezia,
e scomparsa lo scorso anno. I rapporti con il cinema e il teatro sono
peraltro una costante del lavoro di Baba Zula, che ha realizzato diverse
colonne sonore per film e piece teatrali.
Le collaborazioni per
cui sono più noti in Europa sono tuttavia quelle con musicisti "occidentali",
come il celebre mago del dub Mad Professor, londinese di origini giamaicane,
che ha prodotto i loro due ultimi dischi "PsychoBelly Dance Music" e
l'appena uscito "Belly Double". O altri due rinomati musicisti giamaicani
come Sly Dunbar e Robbie Shakespeare, entrambi presenti sul loro ultimo
disco, con il quale la fusione creativa di ritmi e sonorità reggae e
tradizione orientale si è ulteriormente spinta in avanti, facendo coniare
per loro l'etichetta di "oriental dub". A un suono "progressivo" e al
tempo stesso "viscerale" si accompagnano spesso dei testi politicamente
espliciti, tanto che ben 5 canzoni del loro ultimo disco sono state
proibite dalla radio e dalla televisione nazionale turca, fra le quali
"galiba hamileyim (penso di essere incinta)" e "özgür ruh (free spirit)".
Il loro impegno sociale è anche testimoniato dall'esser stato scelto
come gruppo di apertura per il concerto di Manu Chao all"Efen Pilsen
Summer Festival", una manifestazione che porta ogni anno ad Istanbul,
di fronte a decine di migliaia di spettatori alcune star occidentali
(Moby, Chemical Brothers) assieme ad artisti locali.
Una delle ultime collaborazioni,
nata durante la realizzazione del film "Crossing the Bridge", è quella
con Alexander Hacke, bassista dei berlinesi Einstürzende Neubauten,
che ha suonato anch'egli nel loro ultimo disco. Il rapporto fra Baba
Zula e la Germania è peraltro molto forte. Sono stati spesso paragonati
ai mitici "Can", gli inventori del Krautrock che nei primi anni Sessanta
mescolavano rock e avanguardia e diverse influenze musicali etniche,
frutto della collaborazione con musicisti di diverse nazionalità. Il
canale televisivo francotedesco ARTE ha inoltre invitato Baba Zula lo
scorso anno per una speciale trasmissione dedicata alla nuova scena
musicale di Istanbul, ancora prima che il film di Fatih Akin li rendesse
ancora più popolari.
Il gruppo arrriva in
Italia per dove per una tournèe nella quale non mancheranno le
"psicodanzatrici del ventre" che animano i loro show, e che si preannuncia
unico e di forte impatto sonoro e visivo.