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JOSHUA NELSON leadvocal, pianoforte
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LORIN SKLAMBERG leadvocal, fisarmonica, chitarra, pianoforte
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FRANK LONDON tromba, tastiere, pianoforte, voce
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LISA GUTKIN leadvocal, violino
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MATT DARRIAU sax alto, clarinetto, pianoforte
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PAUL MORRISSETT flic baritono
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RICHARD BARSHAY batteria, percussioni
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Le tradizioni culturali in genere cambiano lentamente, nel lungo arco della storia. Ma di tanto in tanto emerge, dalla cultura popolare, un'innovazione sorprendentemente fresca nella sua manifestazione esteriore, anche se nel profondo si mantiene, quasi con riverenza, tradizionale. Potresti non aver mai sentito parlare di musica "gospel kosher" prima di oggi, ma le performances piene d'ispirazione di Joshua Nelson, il creatore di questo stile, sicuramente grideranno alla tua anima.
Il gospel Kosher è il matrimonio tra testi religiosi e convinzioni ebraiche con le sonorità soul della musica gospel americana. Il “gospel”, che deriva dal greco e significa buona novella, è di solito associato a chiese cristiane afro-americane, lo stile musicale è africano, formato da suoni che provengono da diverse tribù africane, e sviluppato come strumento per sfuggire all'ingiustizia sociale. Prima è stato Spiritual, Meter Hymns, Jubilee songs e, infine, "Gospel Music." Questi ritmi africani, precedono l'introduzione degli africani della costa ovest al cristianesimo. Questi stessi suoni sono stati conservati nelle culture musicali dei neri africani musulmani ed ebrei, e tali vocalizzi, carichi di influenze soul, riempivano la sinagoga per gli ebrei di colore che Joshua Nelson frequentava da bambino con la famiglia, ebrei osservanti originari del Senegal.
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Quando aveva otto anni, Joshua Nelson scoprì un album di Mahalia Jackson, la Regina del Gospel, nella collezione di dischi dei nonni, e si innamorò del suo modo di cantare. Da adolescente Joshua è stato acclamato come cantante gospel e portò avanti l'eredità della Jackson. Nato e cresciuto ebreo, ha approfondito gli studi di ebraismo, comprendendo come, nel corso della storia, gli ebrei hanno sempre integrato la legge ebraica e le pratiche religiose con il contesto culturale in cui vivevano. Come Joshua porta ad esempio, infatti, qualsiasi cucina etnica può essere ebrea, se è kosher. Al suo ritorno da Israele, Nelson ha iniziato ad applicare questa convinzione alla musica, iniziando quella che è stata definita "una rivoluzione nella musica ebraica", unendo testi liturgici ebraici con una delle più note forme di musica indigena americana; così è nato il kosher gospel.
Per Joshua Nelson il kosher gospel è un modo per affermare entrambe le parti della sua identità di ebreo di colore. Per il suo pubblico, indipendentemente dalla loro fede e dal loro patrimonio culturale, il kosher gospel è stata una rivelazione. Ad ora, passati da poco i trent'anni, Nelson si è esibito in tutto il mondo: per presidenti, congregazioni, festival musicali di gran rilievo e per Oprah, che lo definì "Next Big Thing." Ha prodotto un album stellare, Mi Chamocha, nel quale si esibisce con stelle del calibro di Aretha Franklin e dei Klezmatics, ed è stato il soggetto del film-documentario fortemente acclamato “Keep on Walking”. Joshua tramanda questo suo dono anche partecipando come resident artist presso congregazioni ebraiche in tutto il paese, compresa la sua sinagoga, il Tempio Sharey Tefilo-Israel, una congregazione riformata a South Orange, nel New Jersey. Qualunque sia il luogo, Joshua Nelson, il Principe del Kosher Gospel, unisce la gente -e le culture- in canti gioiosi.
The Klezmatics Nel 2007 si sono visti assegnare il Grammy Award per il miglior album di world music contemporanea a “Wonder wheel”, disco interamente dedicato alla memoria di Woodie Guthrie, il padre del folk nordamericano. Inutile sottolineare che questo non è stato altro che l’ennesimo riconoscimento ai Klezmatics, i numeri uno al mondo della musica yiddish. E, cioè, un riconoscimento a una vicenda musicale che, se data ormai da oltre cinque lustri, non ci ha messo più di tanto a esorbitare dalla comunità ashkenazita del Lower East Side di New York fino a diventare un genere conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.
Dalla loro un’abbondante dose di genialità e di spregiudicatezza: condizione necessaria per inglobare nel medesimo repertorio melodie per matrimoni, funerali e barmitzvah della comunità yiddish locale fino allo swing, al rock metallico e alle avanguardie della Grande Mela impersonate, di volta in volta, da La Monte Young, John Zorn e Marc Ribot. Strade, come è facile dedurre, tutt’altro che contigue ai canoni delle tradizioni musicali ebraiche dell'Est europeo.
L’ultima, singolare partnership li vede unire le forze con Joshua Nelson. Joshua ha un’incredibilecarriera artisitica alle spalle con collaborazioni che vanno dagli inizi con Mahalia Jackson a quelle con Wynton Marsalis, Billy Preston, Aretha Franklin, Cab Calloway, Dizzy Gillespie e Klezmatics.
“Brother Moses mote the water” è il risultato dell’eccentrica alleanza finalizzata ad indagare le similitudini esistenti tra gli inni klezmer e il gospel spaziando nel jazz e nel blues.
Un concerto straordinario che vede unite insieme la musica Klezmer e quella Gospel che appaiono simili per ispirazione, non solo perché entrambi legati alla Bibbia, a collegarli sono anche i temi di giustizia sociale cui questi generi sono legati storicamente: le lotte socialiste della prima metà del Novecento per il klezmer, le lotte per i diritti civili degli afro-americani per il gospel.

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- Brother Moses Smote The Water - Piranha (2005)
"The entire band pitches in vocally on several cuts to great effect, particularly on a cheerful a capella 'Moses Smote the Water´, and the instrumental contributions from the 'Matics are superb as usual, with particular garlands due Matt Darriau´s reeds. A pure delight from start to finish."
Songlines, March/April 2005
"One spiritual transformation after another... makes being black and Jewish seem as obvious and natural as matzo."
John Szwed, The Village Voice, New York
"A moving summit of African-American, Jewish worker's, spiritual and festive songs."
Peter Müller, Berliner Morgenpost
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