18/12/2010

 

TORINO - Stagione Musica90 - Teatro Colosseo

19/12/2010

 

MILANO - Aperitivi musicali - Teatro Manzoni

20/12/2010

 

ROMA - Roma Gospel Festival - Audit. della Musica

21/12/2010

 

BARI - Festival Le voci dell'anima - Chiesa TBA

 

  • AMINA CLAUDINE MYERSN voce, pianoforte
  • DEAN BOWMAN voce
  • LORIN SKLAMBER leadvocal, fisarmonica, chitarra, pianoforte
  • FRANK LONDON tromba, tastiere, pianoforte, voce
  • LISA GUTKIN leadvocal, violino
  • MATT DARRIAU sax alto, clarinetto, pianoforte
  • PAUL MORRISSETT flic baritono
  • RICHARD BARSHAY batteria, percussioni

The Klezmatics Due anni fa si sono visti assegnare il Grammy 2007 per il miglior album di world music contemporanea a “Wonder wheel”, disco interamente dedicato alla memoria di Woodie Guthrie, il padre del folk nordamericano. Inutile sottolineare che questo non è stato altro che l’ennesimo riconoscimento ai Klezmatics, i numeri uno al mondo della musica yiddish. E, cioè, un riconoscimento a una vicenda musicale che, se data ormai da oltre cinque lustri, non ci ha messo più di tanto a esorbitare dalla comunità ashkenazita del Lower East Side di New York fino a diventare un genere conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.

Dalla loro un’abbondante dose di genialità e di spregiudicatezza: condizione necessaria per inglobare nel medesimo repertorio melodie per matrimoni, funerali e barmitzvah della comunità yiddish locale fino allo swing, al rock metallico e alle avanguardie della Grande Mela impersonate, di volta in volta, da La Monte Young, John Zorn e Marc Ribot. Strade, come è facile dedurre, tutt’altro che contigue ai canoni delle tradizioni musicali ebraiche dell'Est europeo.

L’ultima, singolare partnership li vede unire le forze con Amina e Dean. “Brother Moses mote the water” è il risultato dell’eccentrica alleanza finalizzata ad indagare le similitudini esistenti tra gli inni klezmer e il gospel spaziando nel jazz e nel blues.

Un concerto straordinario che vede unite insieme la musica Klezmer e quella Gospel che appaiono simili per ispirazione, non solo perché entrambi legati alla Bibbia, a collegarli sono anche i temi di giustizia sociale cui questi generi sono legati storicamente: le lotte socialiste della prima metà del Novecento per il klezmer, le lotte per i diritti civili degli afro-americani per il gospel.

Amina Claudine Myers è una legenda vivente della musica che spazia tra con disinvoltura dal jazz al gospel. Compositrice, pianista e cantante, Amina Claudine Myers è un membro della prima ora della famosa Association for the Advancement of Creative Musicians (AACM). di Chicago. Trasferitasi a Nord dalla sua cittadina nativa Blackwell, in Arkansas, era una mosca bianca nell'AACM—non solo perché era una delle poche donne iscritte, ma anche per la sua connotazione di cantante e autrice desiderosa, a volte, di utilizzare strutture musicali tradizionali. Fuori dall'AACM, la Myers ha suonato in band guidate da Gene Ammons, Dexter Gordon, Charlie Haden, Bill Laswell, Sonny Stitt e James "Blood" Ulmer, e ha realizzato nove album come leader. Continua ad essere un membro molto attivo nella sezione dell'AACM di New York.

Dean Bowman è tra i vocalist più dotati della scena musicale afroamericana contemporanea, capace di timbri cavernosi e incredibili falsetto. La sua carriera lo ha visto impegnato con una band tra le più elettrizzanti degli ultimi anni, gli Screaming Headless Torsos, e in una lunga serie di collaborazioni con la Mingus Big Band, il Brass Fantasy di Lester Bowie, M’Shell Ndege Ocello, Uri Cane, Don Byron, Elliott Sharp, John Scofield nel tribute a Ray Charles. Ogni capitolo è pervaso dalla sua straordinaria energia, da un pathos e un feeling straordinari.

  • - Brother Moses Smote The Water - Piranha (2005)

  • "The entire band pitches in vocally on several cuts to great effect, particularly on a cheerful a capella 'Moses Smote the Water´, and the instrumental contributions from the 'Matics are superb as usual, with particular garlands due Matt Darriau´s reeds. A pure delight from start to finish."
    Songlines, March/April 2005

  • "One spiritual transformation after another... makes being black and Jewish seem as obvious and natural as matzo."
    John Szwed, The Village Voice, New York

  • "A moving summit of African-American, Jewish worker's, spiritual and festive songs."
    Peter Müller, Berliner Morgenpost