Per il suo magnetismo e lo charme, Peter Gabriel ha soprannominato Johnny Kalsi "Ambassador of Love"
Dhol Foundation, 12 indemoniati ragazzi del "Punjab londinese", gruppo pioniere della musica anglo-indiana, in uno spettacolo adrenalinico dai ritmi serrati caratterizzato dalle percussioni dei Dhol e dai campionamenti elettronici. La furia delle percussioni, l'impatto scenico, le danze acrobatiche, la forza carismatica del leader del gruppo Johnny Kalsi rapiscono il pubblico in uno spettacolo di sconsiderato fascino e impatto che mescola e contamina tradizione e ricerca.
Nell'ambiente world music sono conosciuti come i "Percussionisti di Peter Gabriel" per il loro contributo al disco OVO che ha segnato il rientro di Peter Gabriel sulla scena musicale dopo otto lunghi anni di assenza. Il loro CV fa impallidire le migliori band.
Recentemente
hanno inciso le colone sonore per i film: Tomorrow
Never Dies (James Bond Movies), Gangs of New York di Martin Scorsese e l'Hollywoodiano The Incredible Hulk.
In Italia la loro presenza e' stato il grande evento del Carnevale di Venezia 2004: in 50.000 hanno ballato a Piazza San Marco al suono delle loro percussioni. Lo stesso entusiasmo hanno suscitato alla Biennale di Venezia e a Riva del Garda (Festival Isole Galleggianti). In ambito internazionale sono ospiti fissi dei palchi del Womad Festival in giro per il mondo e dei più grandi festival di world music e musica di confine. Mescolate a sonorita' moderne la Dhol Foundation ripropone le tradizioni musicali del Bhangra, una musica che nasce nel Punjab, nell'India del Nord, dove da generazioni la gente festeggia la fine della mietitura con balli al ritmo del Dhol, un enorme tamburo di legno. Spesso si tratta della raccolta della canapa, o Bhang, da cui proviene il nome di questo genere musicale. Il Dhol e' uno strumento tradizionale con due basi di percussione che consentono suoni sia bassi che alti. La musica Bhangra si è diffusa in Inghilterra con la prima ondata di immigranti dal Punjab, per poi essere rivisitata dalla nuova generazione di giovani anglo-indiani, che con la loro voglia di riconoscersi, di ritrovare nella cultura d'origine la propria identità e di inventare, al contempo, una nuova musica tutta propria, l'hanno mescolata a sonorità moderne e a strumenti occidentali. Dal semplice ritmo di un tamburo, la musica Bhangra si é trasformata in una musica in cui le melodie asiatiche si fondono con tutte le forme di sound moderno, come il reggae, la trance e la techno.
"Il
più bel concerto
della storia del
Festival" -
Paolo
Belli - direttore
artistico del
festival "FESTATE"
Chiasso
"Quello
della Dhol è un
concerto poderoso:
esplosione pirotecnica
di energia in
una cornice di
ritmi, movimenti
e colori uniti
con perfette sincronie
e straordinaria
naturalezza. Imperdibile" - Francesco
Meneghello - dir
art del festival
"DIARI SONORI"
Mantova
"La
performance di
The Dhol Foundation
ha travolto la
platea, un perfetto
connubio di forza
e lucidità culturale" - Paolo Ferrari - coordinatore
artistico del
festival "CAMPO
SONORO"
"Il
gruppo che fa
la diferenza in
ogni festival.
Il famoso valore
aggiunto" - Fausto
Bonfanti - dir
art del festival
"ISOLE GALLEGIANTI"
Riva del Garda
"Una
Gatorade musicale.
Energia. Adrenalina
pura" - Carmen
Bertacchi - dir
art del festival
"SCONFINANDO"
Sarzana
"Sicuramente
i migliori del
festival" - Andrea
Fabri - organizzatore
del festival "BLURIMINI"
Rimini
World
Music Magazine Nr° 74 settembre/ottobre 2005 Dopo
aver dedicato loro la copertina del numero 73, un intervista fiume a Johnny Kalsi e la recensione
del ultimo CD, la redazione di World Music Magazine è venuta
a vedere il concerto dal vivo a Torino, per il Festival Campo Sonoro. Abbiamo avuto la
conferma della bravura della Dhol Foundation: dal vivo giocano molto
sull'appeal, sulla danza, sulla coreografia, coordinandosi tra di
loro al ritmo delle possenti percussioni.
La musica incastra basi di eletronica, mai eccessive, alla potenza
dei cinque dhol e alla sezione rock di chitarra-basso-batteria.
Applausi e sorrisi per Johnny Kalsi, leader della band e istrionico
presentatore dei brani, oltre che grande virtuoso del proprio strumento.
Il pubblico apprezza saltando a tempo, e per una sera San Pietro
in Vincoli vibra con un impeto difficilmente eguagliabile. Grandi.
World
Music Magazine
Nr° 73 luglio/agosto
2005 Più
Bhangra per tutti. Il
dhol è la grossa
percussione
indiana che
sta alla base
del bhangra,
e i Dhol Foundation
di Johnny Kalsi
sanno come usarla.
Aggiungiamo
un pizzico di
elettronica,
la produzione
della Real World
e la miscela
funziona a meraviglia!...
La
Regione Ticino
20/06/2005 di
Gian Luca Verga ...Esemplare
a questo proposito
il concerto conclusivo,
per le irresistibili
ritmiche incendiarie
generate dai Dohl
Foundation. Figli
del Punjab, sradicati
a Londra, questi percussionisti
provocano collisioni
dai fragori tellurici miscelando melodie
asiatiche alle sonorità
industriali-urbane
della civiltà occidentale.
Fasciati di nero,
percuotono con vigore
e plastiche movenze
i magici Dhol, scavando
dalle pelli consunte
e violentate idee
musicali folgoranti.
Tamburi massicci questi
dhol, 15 chili di
pura potenza espressiva,
di furia iconoclasta
coi quali dialogare,
per risvegliare energie
sopite e celebrare
la vita, ombre incluse.
Erano strumenti di
guerra questi dohl,
ora cantano la pace
e l’armonia, celeste
e terrena. Valori
che Festate celebra,
in musica e non, da
tre lustri. Sostenuti
da una continua tensione
ritmica e creativa
che stordisce gli
astanti, sempre più
ebbri della loro musica,
questi figli della
tradizione bhangra
cesellano con precisione
chirurgica una poliritmia
da urlo, sostenuta
anche da una sezione
ritmica ortodossa,
un pizzico di elettronica
e dalle tablas. Grazie
alla potenza fisica
e sonora, unita alla
tecnica e all’ottima
capacità visionaria
della loro musica,
i Dhol Foundation
hanno posto un degno
sigillo su questa
festa dei sensi, il
cui perno è la ritmica
da fibrillazione cardiaca.
Corriere
del Ticino 20 giugno
2005 di Roberto Gatti Un'esplosione
di
ritmo.
Un
bagno
di
folla
conclude
il
Festival
di
musica
e
culture
del
mondo
...è
ancora
l'Est
(meglio,
il
Far
East)
che
chiude
in
gloria
anche
la
serata
di
sabato.
Grazie
ai
fantastici
percussionisti
del
Punjab
indiano
raccolti
da
Arvinderpal
Kalsi
(per
gli
amici,
visto
che
vive
a
Londra,
semplicemente
Johnny)
nella
Dhol
Foundation. Che sprigionano un'energia
a
dir
poco
tellurica,
e
percuotono
i
loro
dhol
danzando
e
cantando...
Sorprende
che
questi
strepitosi
percussionisti
siano
stati
fortemente
voluti
dal
visionario
Afro
Celt
Sound
System
per
il
terzo
capitolo
della
sua
saga
infinita?
Certo
che no.
Come
ben
possono
testimoniare
le
centinaia
di
persone
che,
a
notte
fonda,
ancora
si
agitano
sotto
il
palco
in un
sabba interminabile.