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ARVINDER KALSI (JOHNNY) dhol master, tablas e drums
HERINDER PANESAR (BOBBY) dhol e tablas
JASMINDER DAFFU (JAS) dhol e dholak
HARDEEP SOOR (DIPS) dhol
YASHPAUL PURI (YASH) dhol e voce
MANWINDER SAGOO (BINDI) tablas
KULWINDER DHUNAY (BEE2)* voce e tumbi
BALLY GILL tastiere
JOHN WILLIAMS* chitarra eletrica
FRANCIS HYLTON* basso eletrico
IAN MARKIN* batteria
INDERJIT KALSI (INDI) sound engineer
*special guests from AFROCELTS

Per il suo magnetismo e lo charm, Peter Gabriel ha soprannominato Johnny Kalsi "Ambassador of Love"

Dhol Foundation, 12 indemoniati ragazzi del "Punjab londinese", gruppo pioniere della musica anglo-indiana, in uno spettacolo adrenalinico dai ritmi serrati caratterizzato dalle percussioni dei Dhol e dai campionamenti elettronici. La furia delle percussioni, l'impatto scenico, le danze acrobatiche, la forza carismatica del leader del gruppo Johnny Kalsi rapiscono il pubblico in uno spettacolo di sconsiderato fascino e impatto che mescola e contamina tradizione e ricerca.

Nell'ambiente world music sono conosciuti come i "Percussionisti di Peter Gabriel" per il loro contributo al disco OVO che ha segnato il rientro di Peter Gabriel sulla scena musicale dopo otto lunghi anni di assenza. Il loro CV fa impallidire le migliori band.

Recentemente hanno inciso le colone sonore per i film: Tomorrow Never Dies (James Bond Movies), Gangs of New York di Martin Scorsese e l'Hollywoodiano The Incredible Hulk.

In Italia la loro presenza e' stato il grande evento del Carnevale di Venezia 2004: in 50.000 hanno ballato a Piazza San Marco al suono delle loro percussioni. Lo stesso entusiasmo hanno suscitato alla Biennale di Venezia e a Riva del Garda (Festival Isole Gallegianti). In ambito internazionale sono ospiti fissi dei palchi del Womad Festival in giro per il mopndo e dei più grandi festival di world music e musica di confine.

Mescolate a sonorita' moderne la Dhol Foundation ripropone le tradizioni musicali del Bhangra, una musica che nasce nel Punjab, nell'India del Nord, dove da generazioni la gente festeggia la fine della mietitura con balli al ritmo del Dhol, un enorme tamburo di legno. Spesso si tratta della raccolta della canapa, o Bhang, da cui proviene il nome di questo genere musicale. Il Dhol e' uno strumento tradizionale con due basi di percussione che consentono suoni sia bassi che alti. La musica Bhangra si è diffusa in Inghilterra con la prima ondata di immigranti dal Punjab, per poi essere rivisitata dalla nuova generazione di giovani anglo-indiani, che con la loro voglia di riconoscersi, di ritrovare nella cultura d'origine la propria identità e di inventare, al contempo, una nuova musica tutta propria, l'hanno mescolata a sonorità moderne e a strumenti occidentali. Dal semplice ritmo di un tamburo, la musica Bhangra si é trasformata in una musica in cui le melodie asiatiche si fondono con tutte le forme di sound moderno, come il reggae, la trance e la techno.

  • "Il più bel concerto della storia del Festival" - Paolo Belli - direttore artistico del festival "FESTATE" Chiasso
  • "Quello della Dhol è un concerto poderoso: esplosione pirotecnica di energia in una cornice di ritmi, movimenti e colori uniti con perfette sincronie e straordinaria naturalezza. Imperdibile" - Francesco Meneghello - dir art del festival "DIARI SONORI" Mantova
  • "La performance di The Dhol Foundation ha travolto la platea, un perfetto connubio di forza e lucidità culturale" - Paolo Ferrari - coordinatore artistico del festival "CAMPO SONORO"
  • "Il gruppo che fa la diferenza in ogni festival. Il famoso valore aggiunto" - Paolo Bonfanti - dir art del festival "ISOLE GALLEGIANTI" Riva del Garda
  • "Una Gatorade musicale. Energia. Adrenalina pura" - Carmen Bertacchi - dir art del festival "SCONFINANDO" Sarzana
  • "Fantastici. Coinvolgenti. Da vedere" - Claudio Tolomio - organizzatore "FOLKEST" Friuli
  • "Sicuramente i migliori del festival" - Andrea Fabri - organizzatore del festival "BLURIMINI" Rimini

  • World Music Magazine Nr° 74 settembre/ottobre 2005
    Dopo averli dedicato la copertina del numero 73, un intervista fiume a Johnny Kalsi e la recensione del ultimo CD, la redazione di World Music Magazine è venuta a vedere il concerto dal vivo a Torino, per il Festival Campo Sonoro.

    Abbiamo avuto la conferma della bravura della Dhol Foundation: dal vivo giocano molto sull'apeal, sulla danza, sulla coreografia, coordinandosi tra di loro al ritmo delle possenti percussioni. La musica incastra basi di eletronica, mai eccessive, alla potenza dei cinque dhol e alla sezione rock di chittarra-basso-batteria. Applausi e sorrisi per Johnny Kalsi, leader della band e istrionico presentatore dei brani, oltre che grande virtuoso del proprio strumento. Il pubblico apprezza saltando a tempo, e per una sera San Pietro in Vincoli vibra con un impeto difficilmente eguagliabile. Grandi.

  • World Music Magazine Nr° 73 luglio/agosto 2005
    Più Bhangra per tutti.

    Il dhol è la grossa percussione indiana che sta alla base del bhangra, e i Dhol Foundation di Johnny Kalsi sanno come usarla. Aggiungiamo un pizzico di elettronica, la produzione della Real World e la miscela funziona a meraviglia!...

  • La Regione Ticino 20/06/2005 di Gian Luca Verga

    ...Esemplare a questo proposito il concerto conclusivo, per le irresistibili ritmiche incendiarie generate dai Dohl Foundation . Figli del Punjab, sradicati a Londra, questi percussionisti provocano collisioni dai fragori tellurici miscelando melodie asiatiche alle sonorità industriali- urbane della civiltà occidentale. Fasciati di nero, percuotono con vigore e plastiche movenze i magici Dhol, scavando dalle pelli consunte e violentate idee musicali folgoranti. Tamburi massicci questo dhol, 15 chili di pura potenza espressiva, di furia iconoclasta coi quali dialogare, per risvegliare energie sopite e celebrare la vita, ombre incluse. Erano strumenti di guerra questi dohl, ora cantano la pace e l’armonia, celeste e terrena. Valori che Festate celebra, in musica e non, da tre lustri. Sostenuti da una continua tensione ritmica e creativa che stordisce gli astanti, sempre più ebbri della loro musica, questi figli della tradizione bhangra cesellano con precisione chirurgica una poliritmia da urlo, sostenuta anche da una sezione ritmica ortodossa, un pizzico di elettronica e dalle tablas. Grazie alla potenza fisica e sonora, unita alla tecnica e all’ottima capacità visionaria della loro musica, i Dhol Foundation hanno posto un degno sigillo su questa festa dei sensi, il cui perno è la ritmica da fibrillazione cardiaca.

  • Corriere del Ticino 20 giugno 2005 di Roberto Gatti

    Un'esplosione di ritmo. Un bagno di folla conclude il Festival di musica e culture del mondo ...è ancora l'Est (meglio, il Far East) che chiude in gloria anche la serata di sabato. Grazie ai fantastici percussionisti del Punjab indiano raccolti da Arvinderpal Kalsi (per gli amici, visto che vive a Londra, semplicemente Johnny) nella Dhol Foundation. Che sprigionano un'energia a dir poco tellurica, e percuotono i loro dhol danzando e cantando... Sorprende che questi strepitosi percussionisti siano stati fortemente voluti dal visionario Afro Celt Sound System per il terzo capitolo della sua saga infinita? Certo che no. Come ben possono testimoniare le centinaia di persone che, a notte fonda, ancora si agitano sotto il palco in un sabba interminabile.