I
musicisti Fanà, i Dervisci Roteanti Haqqani Mevlevi e
la stupenda voce di Sabri Mahmood accompagnato dal suo percussionista
di tabla. 11 performers da ben 8 paesi del mondo.
Il
gruppo musicale “Fanà” è costituito da Dervisci appartenenti
alla Via Sufi Naqshbandi che definiscono il loro genere “musica
Sufi contemporanea”, e da Dervisci danzanti che hanno sviluppato
il loro stile dalla tradizione Mevlevi, fondata dal poeta mistico
Jalaluddin Rumi nell’XI secolo.
I Fana sono
diretti da Sheikh Hassan Dyck, che è il maestro della Derga
di Colonia (Germania).
Nella
musica Sufi ed in particolare nel canto tradizionale Qawwali,
si trovano le robuste radici del lavoro di Fanà.Così come il suono
della band, saldamente piantato nei suoni mediorientali dell'antica
tradizione Sufi,
Qawwali,
si combina con i suoni mediterranei ed i suoni contemporanei del continente
europeo, dando vita ad una straordinaria miscela sonora, il cui già forte
impatto, può venire ulteriormente rafforzato durante le performances,
dalla presenza mistica dei Dervishi rotanti. La musica di “Fanà”
nasce dalla sapiente alchimia tra voce, strumenti acustici e strumenti
elettronici, che vengono usati non solo per creare suggestive armonie
di sottofondo alle Danze ma soprattutto per intrattenere con successo
un pubblico occidentale eterogeneo, molto più avvezzo ai concerti di musica
classica e leggera che non ai rituali estatici e meditativi.
Il concerto della band
è già di per se un evento originale e straordinario e quando si combina
con la presenza suggestiva dei Dervishi rotanti , si traduce sul palco
in una performance audiovisiva di potente impatto.
Lo spettacolo consiste
in un'introduzione musicale che man mano accompagna alle profondità mistiche
del "Samà", la Danza dell'Estasi che vede i Dervisci danzanti diretti
dal Maestro della Tariqa "Haqqani-Mevlevi" Sheik Ahmad Dede girare vorticosamente
sul loro asse, come i pianeti, per volgersi verso il loro cuore, centro
di connessione col Divino. Tale momento di spettacolo vede il coinvolgimento
degli spettatori nello "Dhikr", il "ricordo di Dio", canto ritmico e scandito
degli attributi Divini che accompagna il Samà.
“Fanà” significa
“estinguersi”, dissolversi nell’Uno, nel Divino. Il Sufismo, Via spirituale
che coglie e raccoglie l’essenza mistica di tutte le rivelazioni fino
a quella Coranica, è la “Via del Cuore” per eccellenza che mira a condurre
ogni individuo oltre l’illusione della separazione dal Divino. Il gruppo
“Fanà”, con lo spettacolo “Mahabbat Caravan”, porta al pubblico
un messaggio d’amore e d’unità, offrendo agli spettatori l’opportunità
di condividere un’esperienza autentica che conduce oltre i limiti e i
confini d’ogni “credo”, riaprendo alla magia della vita.
L’atmosfera “da concerto”
nella quale si svolge lo spettacolo, con uso d’amplificazione e strumenti
elettronici, è quella che meglio permette agli spettatori di sperimentare
una dimensione di profonda intimità e totale coinvolgimento. Oltretutto
il “messaggio” stesso dell’evento concerne la necessità di creare un
ponte tra la tradizione e l’attualità, tra la spiritualità e la quotidianità,
tra i differenti percorsi di fede e di vita, per approdare alla massima
condivisione al di là di quella separazione che, purtroppo, ogni giorno
miete vittime.
"Of
what is beyond" 1998 SUFISOUL
"Muhabbat
caravan" 2001 SUFISOUL
L'ARENA
DI VERONA - ... e davanti a 1.500
persone, letteralmente ammaliate dal gruppo di Sabri Mahmood dai
Fanà e dai Dervisci Roteanti (tre corpi che come pianeti girano
vorticosamente sui propri baricentri senza inizio né fine per arrivare
alla misericordia e alla potenza di Dio) abbiamo scoperto un'altra
ennesima versione, un'altra intrigante proposta, costruita sulle
radici ma al tempo stesso immersa dentro sonorità contemporanee.
In una parola abbiamo sentito gli elementi fondamentali della tradizione
(la liturgia che porta alla rivelazione; il canto che come dono
dato all'uomo, non può essere disgiunto dalla religione; la voce,
infine, che simile ad un organo è in grado di passare dalle tonalità
basse alle note più estreme) ma contemporaneamente abbiamo visto
sette musicisti, guidati dal magico Sabri Mahmood, capaci di rinnovare
l'arcaica, iterativa e principale forma musicale del Sufismo (il
raga costruito su scale ascendenti e discendenti), di trasportarla
fuori dalle zolle archeologiche e di collocarla in una dimensione
a noi più familiare e all'interno di architetture sonore evocative
ed ipnotiche.
Taranto Sera -
va sottolineato l'indiscutibile valore artistico di una formazione
composta da musicisti provenienti da ogni parte del mondo ma accomunati
da una solida preparazione tecnica, indispensabile perche ogni spettacolo,
anche il originale, incontri il favore della platea. E ieri sera il
pubblico ha gradito, dispensando applausi equamente ripartiti tra
strumentisti e ballerini, in un Teatro Orfeo privo di vuoti.
Corriere del giorno
- Una band dalle cratteristiche artistico-musicali notevoli, che ha
presentato un mix ben congegnato.
La Gazzetta del
Mezzogiorno - Al teatro «Don Bosco» dei Salesiani il suggestivo
spettacolo dei «Fanà», seguaci del poeta mistico Rumi. Due ore di
suoni ipnotici e gestualità inebrianti, Dervisci rotanti, movimenti
in estasi, musiche ascetiche e danze orbitali a simulare l'incessante
cammino dei pianeti.
Sidney Weil, direttore
di Open Hearts - " La musica di Fana mi ha toccato il cuore "