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Hassan Dyck cello d'amore, voce
Mahmood Sabri*** harmonium, voce
Burhanuddin Herrman chitarre, voce
Rumi Fragassi basso, voce
Gandola Iskandar sax, percussioni
Raoul Sengupta tabla, percussioni
Gino Carravieri batteria
Robin Matuck tastiere
Sheikh Ahmad Dede Maestro dervisci
Aadam Pattisahusiwa derviscio danzante
Sharif Pattisahusiwa derviscio danzante

***guest star

 

"Exstasi Special Project"
(il Canto, la Musica e la Danza dell'Estasi)

leggi la recensione del Club Tenco

I musicisti Fanà, i Dervisci Roteanti Haqqani Mevlevi e la stupenda voce di Sabri Mahmood accompagnato dal suo percussionista di tabla. 11 performers da ben 8 paesi del mondo.

Il gruppo musicale “Fanà” è costituito da Dervisci appartenenti alla Via Sufi Naqshbandi che definiscono il loro genere “musica Sufi contemporanea”, e da Dervisci danzanti che hanno sviluppato il loro stile dalla tradizione Mevlevi, fondata dal poeta mistico Jalaluddin Rumi nell’XI secolo.

I Fana sono diretti da Sheikh Hassan Dyck, che è il maestro della Derga di Colonia (Germania).

Nella musica Sufi ed in particolare nel canto tradizionale Qawwali, si trovano le robuste radici del lavoro di Fanà.Così come il suono della band, saldamente piantato nei suoni mediorientali dell'antica tradizione Sufi,
Qawwali, si combina con i suoni mediterranei ed i suoni contemporanei del continente europeo, dando vita ad una straordinaria miscela sonora, il cui già forte impatto, può venire ulteriormente rafforzato durante le performances, dalla presenza mistica dei Dervishi rotanti. La musica di “Fanà” nasce dalla sapiente alchimia tra voce, strumenti acustici e strumenti elettronici, che vengono usati non solo per creare suggestive armonie di sottofondo alle Danze ma soprattutto per intrattenere con successo un pubblico occidentale eterogeneo, molto più avvezzo ai concerti di musica classica e leggera che non ai rituali estatici e meditativi.

Il concerto della band è già di per se un evento originale e straordinario e quando si combina con la presenza suggestiva dei Dervishi rotanti , si traduce sul palco in una performance audiovisiva di potente impatto.

Lo spettacolo consiste in un'introduzione musicale che man mano accompagna alle profondità mistiche del "Samà", la Danza dell'Estasi che vede i Dervisci danzanti diretti dal Maestro della Tariqa "Haqqani-Mevlevi" Sheik Ahmad Dede girare vorticosamente sul loro asse, come i pianeti, per volgersi verso il loro cuore, centro di connessione col Divino. Tale momento di spettacolo vede il coinvolgimento degli spettatori nello "Dhikr", il "ricordo di Dio", canto ritmico e scandito degli attributi Divini che accompagna il Samà.

“Fanà” significa “estinguersi”, dissolversi nell’Uno, nel Divino. Il Sufismo, Via spirituale che coglie e raccoglie l’essenza mistica di tutte le rivelazioni fino a quella Coranica, è la “Via del Cuore” per eccellenza che mira a condurre ogni individuo oltre l’illusione della separazione dal Divino. Il gruppo “Fanà”, con lo spettacolo “Mahabbat Caravan”, porta al pubblico un messaggio d’amore e d’unità, offrendo agli spettatori l’opportunità di condividere un’esperienza autentica che conduce oltre i limiti e i confini d’ogni “credo”, riaprendo alla magia della vita.

L’atmosfera “da concerto” nella quale si svolge lo spettacolo, con uso d’amplificazione e strumenti elettronici, è quella che meglio permette agli spettatori di sperimentare una dimensione di profonda intimità e totale coinvolgimento. Oltretutto il “messaggio” stesso dell’evento concerne la necessità di creare un ponte tra la tradizione e l’attualità, tra la spiritualità e la quotidianità, tra i differenti percorsi di fede e di vita, per approdare alla massima condivisione al di là di quella separazione che, purtroppo, ogni giorno miete vittime.

  • "Of what is beyond" 1998 SUFISOUL
  • "Muhabbat caravan" 2001 SUFISOUL

  • L'ARENA DI VERONA - ... e davanti a 1.500 persone, letteralmente ammaliate dal gruppo di Sabri Mahmood dai Fanà e dai Dervisci Roteanti (tre corpi che come pianeti girano vorticosamente sui propri baricentri senza inizio né fine per arrivare alla misericordia e alla potenza di Dio) abbiamo scoperto un'altra ennesima versione, un'altra intrigante proposta, costruita sulle radici ma al tempo stesso immersa dentro sonorità contemporanee. In una parola abbiamo sentito gli elementi fondamentali della tradizione (la liturgia che porta alla rivelazione; il canto che come dono dato all'uomo, non può essere disgiunto dalla religione; la voce, infine, che simile ad un organo è in grado di passare dalle tonalità basse alle note più estreme) ma contemporaneamente abbiamo visto sette musicisti, guidati dal magico Sabri Mahmood, capaci di rinnovare l'arcaica, iterativa e principale forma musicale del Sufismo (il raga costruito su scale ascendenti e discendenti), di trasportarla fuori dalle zolle archeologiche e di collocarla in una dimensione a noi più familiare e all'interno di architetture sonore evocative ed ipnotiche.
  • Taranto Sera - va sottolineato l'indiscutibile valore artistico di una formazione composta da musicisti provenienti da ogni parte del mondo ma accomunati da una solida preparazione tecnica, indispensabile perche ogni spettacolo, anche il originale, incontri il favore della platea. E ieri sera il pubblico ha gradito, dispensando applausi equamente ripartiti tra strumentisti e ballerini, in un Teatro Orfeo privo di vuoti.
  • Corriere del giorno - Una band dalle cratteristiche artistico-musicali notevoli, che ha presentato un mix ben congegnato.
  • La Gazzetta del Mezzogiorno - Al teatro «Don Bosco» dei Salesiani il suggestivo spettacolo dei «Fanà», seguaci del poeta mistico Rumi. Due ore di suoni ipnotici e gestualità inebrianti, Dervisci rotanti, movimenti in estasi, musiche ascetiche e danze orbitali a simulare l'incessante cammino dei pianeti.
  • Sidney Weil, direttore di Open Hearts - " La musica di Fana mi ha toccato il cuore "