variata, dà origine
a una delle sette suites che costituiscono il repertorio coreutico-musicale
del rituale dei Gnawa. Nel corso di queste sette suites sono bruciati
sette diversi tipi di incenso e i danzatori sono ricoperti da veli di
sette colori differenti.
Ognuno dei sette mlùk
è accompagnato da un seguito di "personaggi", identificabili dalla musica,
dal canto e dai passi di danza: queste entità, trattate come "presenze"
(hadràt) che il principio di coscienza incontra nello spazio/tempo estatico
(hal), sono messe in relazione con complessi mentali e comportamenti
umani.Scopo del rituale è reintegrare ed equilibrare le energie fondamentali
del corpo umano, le stesse energie che sostengono i fenomeni sensibili
e l'attività creatrice divina.
All'interno della confraternita,
ogni gruppo (zriba) si riunisce attorno a una moqadmà, la sacerdotessa-officiante
che guida la danza estatica (jedbà), e a un ma`allem, il maestro del
ganbri (liuto-tamburo), accompagnato dai suonatori di qraqèb (crotali
di ferro).
Preceduto da un sacrificio
animale, che assicura il sostentamento per la serata, il rituale notturno
inizia con l'apertura e la consacrazione dello spazio, l'`aada ("abitudine",
forma rituale), durante la quale i musicisti Gnawa eseguono una danza
vorticosa suonando i qraqèb e due grossi tamburi a doppia membrana (tbola).
Il successivo intervento
del ganbri apre il trèq (sentiero), la successione, rigidamente codificata,
del repertorio rituale di musiche, danze, colori e incensi, che guida
nel viaggio estatico attraverso i dominî dei sette mlùk, fino alla rinascita
nel mondo ordinario, alle prime luci dell'alba.
Gnawa
Sidi Mimoun di Casablanca
I Gnawa Sidi Mimoun di
Casablanca hanno partecipato a numerose tournée all’estero, "spettacolarizzando"
la parte del loro repertorio che precede la fase rituale. In alcune
occasioni hanno celebrato la Lila (il rituale estatico notturno) per
un pubblico di non iniziati.
Spettacolo della durata
di circa due ore con intervallo (un'ora e mezza senza intervallo), mette
in scena la festa che precede la fase rituale della Lila. Nella prima
parte i canti e le danze, guidate dal suono del liuto-tamburo (ganbrì)
e dal battito delle mani, evocano gli antenati del Sudan (il pescatore,
il cacciatore, il guerriero), le etnie di origine dei Gnawa del Marocco
(Bambara, Haoussa, Peuls), gli animali e gli spiriti della foresta e
della savana. Nella seconda parte i Gnawa, con ganbrì e qraqèb (crotali
di ferro), eseguono i canti e le danze dei Neghshà, l'ouverture rituale
della Lila, che comunica l'effervescenza attraverso un ritmo lancinante
e movimenti di danza vertiginosi.
